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lunedì, Maggio 23, 2022

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Da Monet a Jago, le mostre di Arthemisia conquistano il pubblico

Le suggestioni sfumate di Claude Monet e l’oro seducente di Gustav Klimt, accanto al genio nel plasmare il marmo di Jago e alla genialità del videoartista Bill Viola: con l’arte di grandissimi protagonisti del passato e del presente Arthemisia, la società italiana che da 20 anni progetta, organizza e distribuisce esposizioni d’arte ed eventi artistici in tutto il mondo, ha catturato l’attenzione di oltre 20 mila persone con le proprie mostre nelle sole giornate del 23, 24 e 25 aprile. Da Palazzo Bonaparte di Roma alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza, da Palazzo Ducale di Genova al Museo Revoltella di Trieste, nello scorso weekend il via vai dei visitatori non si è mai ininterrotto e i numeri registrati al botteghino sono da record, a testimonianza della capacità della realtà guidata da Iole Siena di intercettare i gusti del pubblico con progetti di qualità. La prima in un’ideale graduatoria di gradimento è la salone di Monet che a Genova è stata visitata da 6.870 appassionati; a seguire le mostre dedicate a Klimt (a Piacenza, 4.486 persone) e a Jago, giovanissimo e amatissimo social-artist che a Roma ha richiamato a sé un pubblico di 4.840 presenze. Ma nella Capitale ottimi numeri sono stati realizzati anche da Bill Viola, con 2.126 ingressi. A Trieste invece i biglietti emessi per ammirare i paesaggi degli “Impressionisti in Normandia” sono stati 2.420, mentre a Palazzo Albergati di Bologna 1.333 persone hanno visitato “Photos!” con i capolavori della Collezione spagnola Julián Castilla e la salone-tributo agli 80 anni di Oliviero Toscani. Dopo il risultato eclatante della salone “Monet.
    Capolavori dal Musée Marmottan Monet di Parigi” a Palazzo Reale di Milano (che ha visto la partecipazione di 203.721 persone), Arthemisia continua proficuamente il proprio percorso, nell’ambito di una esperienza ormai consolidata: 700 le mostre organizzate e 53.000 le opere d’arte che hanno attraversato il mondo per essere fruite ad ogni coordinata da oltre 60 milioni di visitatori. Alla base di questo successo (non solo italiano, visto che le esposizioni firmate Arthemisia viaggiano anche all’estero, come le recenti Escher a Barcellona e New York, Rubens a Siiviglia, Brueghel a Fukuscima, The Age of Rembrandt e Vermeer a San Pietroburgo) non c’è però solo la scelta delle mostre “giuste”, ma la volontà di rendere mete appetibili per il turismo culturale anche luoghi solitamente poco “in vista”. Un lavoro continuo su più fronti quindi, realizzato sempre in accordo con le Amministrazioni locali, le municipalità e i vari responsabili pubblici, per creare un circuito capace di generare molti benefici, culturali e anche economici ovviamente. A Piacenza per esempio, grazie alla salone di Klimt alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi l’invasione di visitatori ha generato un indotto valutato dalla Municipalità in oltre 4,2 milioni di euro, a oggi. E numeri interessanti si sono registrati anche a Trieste, al museo Rivoltella per “Gli impressionisti e la Normandia”, ad Asti per “I macchiaioli”, a Bologna per Oliviero Toscani, al Palazzo Ducale di Genova per Monet. (ANSA).
   

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