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lunedì, Maggio 23, 2022

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“Graziati” per ora i 36 tigli si procede solo con l’asfalto

Noale: avviato il dialogo tra comune e comitato 

NOALE

«Su via Nievo e via Vivaldi l’asfaltatura sarà eseguita solo sulle carreggiate centrali, mentre gli interventi sui marciapiedi e sulle aree a parcheggio limitrofe ai 36 tigli rimarranno sospesi fino alla conclusione del confronto in corso con le parti sociali». È il passaggio più importante della lettera inviata dalla sindaca Patrizia Andreotti ai rappresentanti del comitato Tuteliamo Noale dopo l’incontro di martedì e la successiva consegna in municipio delle 728 firme per chiedere la salvaguardia degli alberi. Tra le richieste di Tuteliamo Noale c’è quella di non attuare la delibera del 13 luglio in cui si prevede di abbattere i 36 tigli e sostituirli con altri 21 nelle stesse strade e 51 in un’altra zona, oltre a privilegiare l’aspetto conservativo.

«Siamo davvero sicuri», si chiede la sindaca nella lettera al comitato, «che il modo più lungimirante per curarsi del verde pubblico sia quello di non occuparsene o occuparsene marginalmente? In via Vivaldi e via Nievo l’armonia tra verde e infrastrutture è giunta a un punto di rottura perché il manto di asfalto da sopra e la massicciata di fondo da sotto non permettono alle radici di fare il loro lavoro, ponendo un limite al naturale crescere dei tigli che in natura vivono ben al di sopra dei cent’anni, dando luogo a primi dissesti in alcuni casi molto evidenti, come asfalto sollevato, marciapiedi inclinati, recinzioni crepate e sottoservizi a rischio».

Andreotti spiega i motivi della scelta, ritenendo valido il confronto con i cittadini. «Se non si interviene adesso», continua la lettera, «i “primi dissesti” continueranno inevitabilmente a manifestarsi assieme alla crescita delle piante, anche laddove oggi questi non sono visibili. Cosa significa secondo voi il termine “conservativo”? Vogliamo salvare il salvabile di oggi oppure creare i presupposti per una sana convivenza tra il verde e le strutture urbane di domani? Se non mettiamo a dimora nuove piante nella modalità corretta, potremmo trovarci nella situazione di “non conservare” un quartiere per i nostri figli e nipoti, ma continueremo a procrastinare una situazione di continua battaglia tra piante e contesto urbano, solo per “mantenere il presente». —

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