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“Curva della morte” in via Bissuola: a Mestre un nuovo incidente, grave motociclista

Nel 2020 registrati quasi duemila incidenti nel Veneziano  con 36 decessi. Undici i casi con le biciclette elettriche

c.m. – m.ch.

10 Ottobre 2021

MESTRE. Ennesimo grave incidente all’incrocio tra via Tevere e via Bissuola, in corrispondenza della cosiddetta “curva della morte”. Ieri alle 14.30 scontro tra un’auto uscita da via Tevere e una moto che proveniva da Mestre e percorreva via Bissuola. Ad avere la peggio il motociclista volato sull’asfalto. Si tratta di un 17enne ora ricoverato all’Angelo con varie fratture, ma non in pericolo di vita. Sul posto oltre ai sanitari del Suem gli agenti del Reparto Motorizzato della Polizia Locale.

Protesta l’ambientalista Michele Boato, che chiede la messa in sicurezza di questo rratto di via Bissuola, teatro di vari incidenti.

A proposito di sinistri sono arrivati i dati 2020 dell’Aci e di Istat. Nel 2020, sulle strade della provincia di Venezia, si sono registrati 1.727 incidenti con lesioni a persone, che hanno causato 36 decessi e 2.314 feriti. Le statistiche provinciali mostrano una situazione fortemente condizionata dal lockdown imposto dalla pandemia da Covid-19: rispetto all’anno precedente si sono registrati 740 incidenti e 31 morti in meno. «Un dato significativo che, però, non fa testo – dice il presidente di Aci Venezia, Giorgio Capuis – considerate le circostanze eccezionali. Rimane ancora lontano l’obiettivo EU2020 visto che nemmeno il blocco dovuto al lockdown ha dimezzato il numero di incidenti e morti rispetto al 2010. C’è ancora molto da fare sul piano dell’educazione stradale e della sicurezza». I costi sociali per Venezia ammontano a circa 171 milioni di euro, ovvero 201,59 euro per abitante.

E per la prima volta si citano incidenti con monopattino elettrico (1) e biciclette elettriche (11). L’Aci da tempo sostiene la richiesta di introdurre l’obbligo di casco protettivo per i monopattini. Tornando alla triste graduatoria sugli incidenti stradali, in testa c’è Venezia (476 incidenti con 628 feriti) seguita da Chioggia, Jesolo e San Donà di Piave; per il numero di morti, Venezia è in testa (8) è seguita da San Donà (4), Portogruaro (3). Il più alto tasso di mortalità riguarda le provinciali, regionali o statali fuori dai centri (42,08%). I mesi con più incidenti restano agosto e settembre; le ore più pericolose quelle notturne. La fascia d’età più colpita va dai 18 ai 29 anni. Al primo posto i frontali (oltre 500) che, insieme alle fuoriuscite, sono anche i più mortali. —

c.m. – m.ch.

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