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“Che emozione vedere quell’uovo schiudersi”: il racconto di Luca, il bagnino-biologo di Jesolo che per primo ha visto la tartarughina

Luca Ceolotto, 23 anni, è bagnino di salvataggio alla torretta 13, proprio accanto al luogo dove ha nidificato la tartaruga marina della specie Caretta Caretta. Attendeva da ben 69 giorni, da quando nella notte tra il 9 e il 10 luglio aveva segnalato per primo la presenza della nidiata sull’arenile del Lido di Jesolo

Francesco Macaluso

16 Settembre 2021

JESOLO. “Quando ho visto aprirsi nella sabbia l’incavo che annunciava la schiusa delle uova di tartaruga è stata una grande emozione. Ho subito avvisato l’Università di Padova e le associazioni ambientaliste ed animaliste che da oltre due mesi si avvicendavano giorno e notte nell’attesa della nascita”.

Un momento che Luca Ceolotto, 23 anni, bagnino di salvataggio della torretta 13, proprio accanto al luogo dove ha nidificato la tartaruga marina della specie Caretta Caretta, attendeva da ben 69 giorni, da quando nella notte tra il 9 e il 10 luglio aveva segnalato per primo la presenza della nidiata sull’arenile del Lido di Jesolo.

Oltre nove settimane durante le quali ha vigilato, sia nell’orario di servizio “senza mai contravvenire – ci tiene e precisare – ai suoi doveri di assistente alla balneazione”, e oltre il turno di lavoro, come volontario rilevatore dei parametri della nidiata di 81 uova di tartaruga, operando con piena professionalità in quanto biologo laureato a Ferrara, ora iscritto alla laurea magistrale in biologia marina all’Università di Padova.

“Per oltre due mesi ho supportato in loco i ragazzi del Cert dell’Università di Padova e i volontari delle associazioni che ogni giorno si sono avvicendati” racconta “raccogliendo ogni giorno che me lo hanno richiesto le misurazioni di temperatura, umidità ed altre, in modo da garantire il monitoraggio in tempo reale dei parametri vitali dei tartarughini che si stavano formando all’interno delle uova”.

Fino al momento magico della schiusa annunciata dal fatidico incavo imploso nella sabbia per i movimenti dei piccoli di tartaruga che tentavano di uscire. “Erano circa le 20.15 di mercoledì” racconta Ceolotto “quando, con il direttore del museo di storia naturale di Jesolo, Roberto Basso, ci siamo accorti che si stava formando questo avvallamento nella sabbia che è proprio un indice chiaro di una schiusa imminente. Infatti ha preannunciato l’uscita, una decina di minuti dopo, delle prime cinque tartarughe dirette al mare. Un momento molto emozionante che non dimenticherò mai”. Il plauso per la grande sensibilità dimostrata dal collega verso l’ambiente marino e le specie protette che lo popolano, arriva anche dall’Associazione Nazionale Assistenti alla Balneazione della quale Luca Ceolotto è socio.

“Gli assistenti ai bagnanti rivestono un ruolo di grande responsabilità verso i turisti della costa” commenta il presidente Anab, Guido Ballarin, “ma è per noi un orgoglio ulteriore quando la responsabilità e la competenza professionale dei bagnini si estende, senza contravvenire ai propri doveri, anche alle specie acquatiche dell’ambiente marino. Facciamo i migliori auguri a Luca Ceolotto per i suoi studi, ricordando che non sono pochi i nostri giovani associati che si pagano gli studi universitari svolgendo con merito e senso di responsabilità la professione di assistente alla balneazione”. Francesco Macaluso

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